“Le launeddas amplificano quello strumento che siamo noi stessi. Le tre canne ancestrali sono solo una parte, le altre non si vedono e sono il diaframma, le modulazioni del fiato continuo, il respiro del suonatore, la sua anima.
Tutti questi elementi messi insieme consentono di esprimere e di interpretare, attraverso il linguaggio mirabile dei tre suoni dell’armonia, la spiritualità, il senso del bello, le emozioni e le note, a volte anche tristi, propri della comunità e del popolo di appartenenza”.
“La musica non può mancare a nessuno: aiuta a essere più sereni e comunicativi verso se stessi e gli altri”.













