Vini di Sardegna
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Bovale sardo

Bovale sardo


Il vitigno rosso Bovale è giunto in Sardegna dalla penisola iberica durante la dominazione aragonese e con il tempo ha formato due distinte varietà: il Bovale sardo o Bovaleddu e il Bovale di Spagna o Bovali mannu. Il Bovale sardo, a differenza dell'omonimo Bovale di Spagna, è diffuso in tutta la Sardegna: nella provincia di Sassari, in particolare nell'Anglona e nel Logudoro, spesso si accompagna al Cannonau e al Pascale di Cagliari. È ricco di sinonimi: il più frequente è quello di Muristellu o Muristella, con cui è anche indicato dal Manca dell'Arca, ma viene anche denominato Bovaleddu o Bovali piticcu. Il Moris lo chiama Vitis affinis, avendogli trovato una certa somiglianza con il Monica.

Viene vinificato assieme ad altre varietà nere per ottenere dei pregevoli vini da arrosto: in particolare entra, assieme al Cannonau e alla Monica, nell'uvaggio per la preparazione del vino DOC Mandrolisai; inoltre in unione con il Bovale di Spagna viene utilizzato per il vino DOC Campidano di Terralba o Terralba.

Bovale di Spagna


Il vitigno Bovale di Spagna o Bovali mannu è diffuso particolarmente nell'Oristanese, dove è presente per il 15% e dove è anche conosciuto con il sinonimo di Nieddera, mentre è meno rappresentato nelle altre province sarde. Nell'Oristanese viene utilizzato per ottenere il vino denominato Nieddera, ma in genere viene vinificato in unione con altre uve rosse; assieme al Bovale sardo entra nell'uvaggio del vino DOC Campidano di Terralba o Terralba.