Pietra

Prodotti artigianali


Proloco


Pietra


In Sardegna, come nelle civiltà più antiche, la pietra, prima di diventare utensile e di testimoniare l’evoluzione storica, con scene di vita quotidiana scolpite nei bassorilievi, era certamente oggetto di culto, come attestano i mille monumenti megalitici sparsi per l’isola. La perizia nella sua utilizzazione come materiale da costruzione è documentata, da almeno 3000 anni, nei circa 7.000 nuraghi, nei pozzi sacri e nelle tombe di giganti giunti fino a noi. Un esempio straordinario d’arte è la figurina di Senorbì raffigurante la Dea madre mediterranea risalente al 2000 a.C. Anche la natura, con le sue rocce fantastiche scolpite dal vento, contende all’uomo il fascino delle pietre lavorate; basti ricordare i profili rocciosi dell’Elefante di Castelsardo, dell’Orso di Palau, del Dinosauro di Bassacutena, del Toro di Sant’Andrea Priu, o "il Frate e la Suora" che si abbracciano, nei pressi di Casteldoria. All’uomo, alla sua inventiva e al suo lavoro, le montagne hanno ceduto marmi e graniti, trachite e steatite. Nella sola Gallura sono attive circa 200 cave, i cui blocchi grezzi vengono lavorati da artigiani ed artisti. L’utilizzazione più frequente è quella delle pavimentazioni, delle rifiniture edili e degli arredi urbani. Molti palazzi in Italia, in Europa, in America ed in Giappone, vengono rifiniti con granito sardo. Questa pietra così pregiata, chiamata "oro grigio" per la sua qualità, viene adoperata, sempre più spesso, nell’arredamento d’interni. Nei laboratori di Tempio, di Siniscola, di Iglesias, di Sorgono, di San Sperate, di Cagliari e di Sassari, la creatività degli artigiani, col faticoso alternarsi dei colpi di mazza e il cadenzato ritmo degli scalpelli, ha scolpito tavoli e poltrone, pannelli e lampade, statue e soprammobili, impreziositi dalle venature o dalle chiazze che distinguono la materia. E l’umile scalpellino è assurto alla dignità d’artista.