Cestineria

Prodotti artigianali


Proloco


Cestineria


In una terra ricca di erbe di palude, l’arte dell’intreccio ha consentito alle donne di confezionare oggetti idonei alle più diverse esigenze domestiche. L’abbondanza della materia prima: asfodelo, rafia, paglia, vimine, palma nana, giunco ecc., ha finito per condizionare le forme e la decorazione. Le tecniche di produzione sono riconducibili a quattro grandi gruppi. Nel Campidano, a Sinnai, a Maracalagonis, a S.Vero Milis, si avvolge la paglia di grano su un fascio di giunco o paglia, ottenendo una traccia che poi viene cucita a spirale. Si sviluppa, così, un contenitore a campana rovesciata, che viene decorato con materiali affini, con cotone rosso e nero, o con damasco, sul fondo. Nella Planargia, a Flussio, Montresta e Tinnura, e nella Barbagia di Olzai e Ollolai, si intreccia, invece, l’asfodelo. Questo, essiccato e tagliato a strisce, presenta una colorazione scura all’esterno e più chiara all’interno, consentendo alle cestinaie di sviluppare eleganti effetti decorativi con l’alternanza delle due tinte naturali. Nella Romangia, a Sennori, a Sorso, nell’Anglona, a Castelsardo e Tergu, nella confezione dei cesti prevale l’utilizzazione della rafia e della palma nana, vegetazione questa un tempo diffusa sulle coste sarde ed oggi, però, sempre più rara, tanto da essere protetta insieme a tutta la flora mediterranea. Qui vi è grande disponibilità all’introduzione, nella decorazione, di disegni policromi ed astratti che hanno riscontrato un apprezzabile successo estetico e commerciale. Diffusa in molte aree è, infine, la confezione, da parte di contadini e pastori, di contenitori in vimini, salice, canna ed olivastro, per usi prevalentemente agricoli. Le forme dei cesti sono molto varie e legate al loro uso, che va dal portapane al piatto decorativo, al portavasi, al portabiancheria, al contenitore per giocattoli, rotoli o disegni. Nella decorazione predominano i motivi geometrici, comuni a tutta la regione.